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Renato

Non ripercorreró anno per anno tutto quello che abbiamo vissuto.
Tipo quando tornavi che ti eri tuffato nel letamaio del vicino non me lo voglio neanche ricordare.
No.
Dico solo che senza di te sono metà.
Cioè se non ci sei tu a casa per me non è più casa.
Sarò per sempre ospite del sentimento che vuoterai.
Per sempre vagabonda su una strada che fino adesso ho percorso con te.
Per sempre nomade di sentimenti che solo quelli sensibili come me possono provare nei tuoi confronti.
Non sarà più casa dover tornare dai viaggi in mezzo mondo e non trovarti sulla porta che con la tua coda enorme tieni il tempo della mia emozione.
Non sarà mai più come è ora.
Sarà un ricordo che non torna e un futuro un po’ meno felice.
Però, io adesso ti guardo, consapevole, o forse no, di quello che ti aspetta e tu con i tuoi occhioni mi chiedi di ricordarmi dei momenti felici, di tutta la felicità che nella mia vita hai sparso in questi lunghissimi 12 anni.
Non so fare quasi niente, ma so scrivere. E scrivo della realtà che mi stai regalando anche oggi. Della fortuna e della felicità. Mi hai insegnato la fedeltà. E non è vero che chi non ha un cane non può capire, perché chi ha conosciuto te un cane nel cuore sicuramente ce l’ha. Sarà un percorso doloroso e difficile. Chiedimi tutte le carezze che vuoi, anche se non sono in tuta, anche se ho fretta e devo uscire. Stai con me per sempre?
Ti darò sempre il grasso del prosciutto se rimani con me. E ti lascerò sempre il fondo del divano.
Rimani con me ancora.
A volte le cose sono così dolorose e lampanti che mi tocca inventare qualcosa per non pensarci.

Ecco

'Dopo di me non sarà più la stessa cosa, fidati.

Non ho nessuna pretesa.

Non ho nessuna particolarità.

Gli occhi sono marroni e non ho mai la risposta giusta al momento giusto, i miei capelli sono insignificanti.

Dopo di me, però, non sarà più la stessa cosa per te.

Come faccio ad esserne certa?
Ti sei guardato in giro?

Di persone che amano come me ce ne sono rimaste poche, e di questo sono sicura.

Non mi innamoro allo scoccare di ogni mezzanotte di sabati sera alcolici.
Non mi innamoro mai, tranne una volta.

Ti parlo, ti parlo tanto.

Ti ascolto, ti ascolto tanto.

Faccio l’amore piangendo e ridendo insieme. Forte, fortissimo.
Lecco le tue dita e arrossisco.

Penso a una serata tutta per noi e mi pervade quel senso di felicità che non mi apparteneva da molti anni, da quando ero piccola e mio padre e mia madre si baciavano davanti a me.

Mi sforzo di capirti.

Sono la tua amica con la gonna troppo corta per non provare un brivido.

Ti faccio impazzire.

Forse non mi ami ma io so di averti fatto impazzire.

Con tutti i miei capricci, i miei sensi di colpa, le mie voglie, le mie perversioni, i miei occhi simili a tanti altri occhi ma così spesso languidi da volerci nuotare dentro.

Tu sei pazzo di me.

Adesso puoi anche andartene, e lo farai, eccome se lo farai, perché lo so che quelle come me fanno paura, eccome se ne fanno.
Vattene, tanto mi sognerai per sempre.
Tra vent’anni, una sera, ti ecciterai ancora pensando alla mia schiena nuda.

Per te non sarà più la stessa cosa, dopo di me.
Magari non mi ami, ma questo non vuol dire niente.
Trovami una che ti guarda negli occhi come ti ci guardo io.

E se la trovi mandala via, perché non sono io.

Pentiti tra qualche mese e sappi che quelle come me amano così tanto da non essere capaci di perdonare.’

che mi sono dimenticata di te.

Che mi sono dimenticata di te l’ho capito stasera, che mi sono dimenticata di cosa mangi al Mercoledì. Mi sono dimenticata della tua dieta che sapevo a memoria, mi ricordo forse dei fagiolini del Lunedì, ma poi mi scorderò anche di quelli.

Che mi sono dimenticata di te l’ho capito perchè se penso al momento in cui la tua mano prendeva la mia non mi viene più da piangere.

Che mi sono dimenticata di te l’ho capito perchè Lunedì, nella mia giornata peggiore del mondo, scappando in lacrime non ho fatto il tuo numero.

Che mi sono dimenticata di te l’ho notato Sabato sera a cena.

Che mi sono dimenticata di te forse l’ho fatto da tempo ma solo ora me ne sono resa conto. 

Che mi sono dimenticata di te l’ho capito perchè non riesco più a ricordare se qualche volta mi hai fatto stare bene.

Che mi sono dimenticata di te l’ho capito dai ricordi rovinati.

Mi sono dimenticata di te, e ho ripreso me.

Da togliere il fiato

Stasera ero in un posto da togliere il fiato.
Stasera ho riso tanto da togliere il fiato.
Avevo occhi grandi stasera, di quelli che tolgono il fiato.
Ero talmente tanto senza fiato che mi sono dimenticata di tutto.
Della mia gamba purtroppo da riaprire, di ferite nuove per dolori vecchi, di lacrime.
Lacrime che stasera toglievano il fiato perché erano di sorrisi autentici, di mascara colato perché la mia risata a piena voce disturbava gli altri a cena.
Che mi sono alzata e sono andata a ridere in giardino, ma ridevo da togliere il fiato.
Guardavo chi era a cena con me, e solo perché aveva una risata più composta non era in giardino, ma ci guardavamo e ridevamo forte, tanto forte da togliere il fiato.
Erano mesi che non succedeva rimanessi senza fiato.
E nonostante tutto il malessere fisico, la mia testa mi ripete di tornare in serate così, quelle che per forza sono belle, quelle che le riconosci, perché rimani senza fiato.


S.

Tornare.

Da sempre tornare per me vuol dire cambiare. Tutti i miei ritorni hanno portato grandi cambiamenti.
Ieri è tornato lui. Con una decisione in mano. Un desiderio che si sta schiudendo. E tutto questo ha generato una crepa in un terreno che credevo indissolubile. E indissolubile vuol dire che non ammette possibilità di scioglimento. Torno a casa e non trovo quello che avevo lasciato. È tutto cambiato in un minuto.
Con me in mezzo, a braccia allargate per tener saldo quello che mi era rimasto. E non ci sei nemmeno più tu ad ascoltare la mia disperazione.
Anche questa volta ho sbagliato ad andarmene ma tornare non è servito a niente.

S.

La direzione non più ostinata.

Metti caso che sei proprio nel posto giusto. Metti caso che apri bocca e parla
Il cuore, il bene, e che dici cose che ti espongono talmente tanto. Tanto che indietro ormai non ci puoi tornare. Non puoi dire “no mi sono sbagliata, non era per te, ho sbagliato a scrivere”. Metti il caso che dici che già che ci sei perché non provi ad essere migliore e a cercare di trovare sempre un motivo valido, e uno in più. Perché metti il caso che ti va di farlo e perché glielo hai promesso. Metti anche il caso che provi a fargli accarezzare un po’ la tua visione della vita, che nonostante le valanghe sei sempre rimasta sugli sci.

Che qualcuno che ti conosce bene ti ricorda della fortuna che dovrebbe splendere ad avere un coaching da parte tua.
Che non sei la stessa e che qualcosa dice che non è giusto vivere di rimessa quando dai tutto.

Metti che allora forse non ce l’hai fatta neanche un po’.

Finalmente

Oh io non lo so se me ne sono resa conto davvero.
Per più di metà vita ho preso appuntamenti sapendo già che bene che sarebbe andata avrei avuto le brutte notizie della volta prima. In realtà é sempre andata che era peggio della volta prima. E mi dicevano andrà meglio.
Vedrai.
Ho aspettato.
Ho avuto paura.
Ho pensato di non farcela mille volte.
Ho vissuto lo stesso.
Ho guardato avanti comunque.
Ho sperato in una nuova vita.
Ho stretto i denti.
Ho sorriso e tremato.
Ho pianto tantissimo.

Ho pianto anche oggi quando ho visto e sentito pronunciare “Sei guarita”.

E se potessi rappresentare un emozione ve la spiegherei con il sorriso che da oggi in poi farò.
Gli stessi denti. La stessa bocca. Ma in una nuova vita che ho aspettato troppo.


Sei guarita.
Finalmente.

I dieci tipi di uomo che… Che non ve lo dico neanche.

@DUEDITANELCUORE é una influencer e mi ha fatto venir voglia di fare una lista. I dieci motivi per cui non sopporto gli uomini.
Lei mandava a fanculo la gente. Ma io sono una patatona, e confido in quelli che si riconosceranno in un punto di questo elenco ad andarci in automatico. A FARE IN CULO DICO. 1 - Uomini con camicia a maniche corte. Poco che fate le gare di celolunghismo. I nostri sguardi spesso sono di compassione e commiserazione. Perché noi arriviamo tirate come delle fionde e voi vi presentate con le camicie a maniche corte quando va bene. Sennò manco ve la mettete la camicia. Venite vestiti con la maglia che usate ad andare a letto così quando ci riporterete alla macchina (PERCHÉ FARVI 5 KM PER VENIRE A PRENDERCI, CAZZO SAI CHE SPESA LA BENZINA) potrete andare direttamente a casa e infilarvi nel letto. Utile al dilettevole. Solo che poi fate schifo. 2 - Uomini che non usano mai parole giuste al posto giusto. UNA CAZZO DI VOLTA non ce la fate ad essere carini E SOPRATTUTTO AD ARRIVARCI DA SOLI? La mia amica mi ha detto “Oh Ste, se non glielo dici non ce la fanno”. ED AVEVA RAGIONE. Io se fossi in vostra madre desidererei voi foste gay piuttosto che teste di cazzo così. 3 - Uomini che dicono bugie. Potete dircelo tranquillamente che quella cagna che avete conosciuto Sabato aveva un bel culo. PERCHÉ prima o poi lo veniamo a sapere. Magari vi siete scambiati anche il numero di telefono. SAI CHE FORTUNA! Malattie sessualmente trasmissibili a voi. 4 - Uomini x. E con x intendo indecisi. SEI BELLISSIMA, FANTASTICA, STRAORDINARIA MA NON ME LA SENTO. E l’unica risposta da darvi è ‘HAI RAGIONE, che cazzo ci sto a fare con te? Lo so che tu punti a Kate Moss tesoro, ti lascio per far sì che lei possa venire da te.’AUGURONI SAI! 5 - Uomini che fanno schifo. Quando va bene la Domenica non sono in coma etilico. Magari hanno passato i trenta. E la Domenica sera si mettono la tuta e vanno a parlare di FIGHE DA SCOPARE all’aperitivo. A FARE SCHIFO SONO BRAVI TUTTI, ma questi di più. 6 - Uomini sposati. Io lo so che noi venticinquenni siamo fighe. Ma non avete sposato noi. Ed è inutile insistere, se la vostra vita da quarantenni non è quella che volevate NON ROVINATECI ANCHE LA NOSTRA. Noi vorremmo essere deluse da voi uomini ancora per anni, non partire già deluse. Chiaro no? 7 - Uomini peggio delle donne. Voi dovete fare poche cose nella vita. Saper guidare, lavarvi, portarci fuori a cena. BASTA. Non dovete arrivare in ritardo, nè avere multiple giornate con sindrome premestruale. Non dovete indossare pantaloni al di fuori dai Jeans e dai colori scuri e apprezzare sempre i nostri vestiti. Nel caso potete anche, solo se lo vogliamo noi, portarci a letto.In questo caso le cose necessarie da fare sono altre. Ma AHIMÉ se non le sapete domandatevi perché poi siete FOREVER ALONE. 8 - Uomini che vogliono per forza essere migliori della donna che hanno a fianco. LA NORMALITÀ è la migliore cosa. LA semplicità. I sorrisi. Gli abbracci. Le carezze inaspettate. Ma sapete che cazzo me ne frega di quanto è come vi siete distrutti quel Sabato al mare? Se ci piacete, ci piacete senza sforzo. Sennò non vi consideriamo. Ci piace se ci dite che abbiamo gli occhi belli NON CHE CI DESCRIVIATE DI CHE COLORE ERA IL VOMITO DEL VOSTRO AMICO CHE DORMIVA DI FIANCO A VOI. 9 - Uomini che vogliono una donna con la testa ma al primo culo si agitano che neanche Ambra ai tempi d’oro. Qui non aggiungo altro. Perché sono stanca e mi sta venendo il vomito. 10 - il numero dieci in realtà non ce l’ho. Quel FILM DI MERDA che si chiama LA VERITÀ È CHE NON GLI PIACI ABBASTANZA, non è giusto. È che gli uomini non ci fanno schifo abbastanza. (Niente di personale, ovviamente.)

Quel segno che rimane sulla carne dalla ferita rimarginata.

Portatemeli a me tutti quelli che hanno paura di scegliere e di sbagliare.
Portatemeli tutti quelli che hanno voglia di vivere a metà.
Portatemeli quelli che invece che vivere al meglio hanno deciso di sopravvivere.
Portatemi tutti quelli che non credono al bene.
Portatemi poi, però non tutti che non ce la posso fare, quelli che non lasciano che le idee degli altri possano fargli cambiare la prospettiva.
Portatemi chi non si stupisce.
Portatemi chi non sorprende mai le persone a cui vuole bene.
Ditemi dove sono, posso anche andarli a prendere io, quelli che credono nel destino e non ne sono gli stessi fautori.
Portatemi quelli che credono che la donna della loro vita sarà sempre la prossima.
Portatemi quelli che non si godono il presente nel migliore dei modi.
Gli devo parlare.
Gli devo dire che non ci sono regole, che la vita se stai troppo a guardarla ti capita che ti trovi pelato e senza denti che ancora non hai concluso un cazzo con i tuoi dubbi. Gli dico che forse il destino esiste ma che noi stessi possiamo far sì che le cose vadano diversamente. Che non c’è squarcio che non si rimargini. Che lascia una cicatrice è vero, ma che questa salda la ferita. Che non importa quanto grande o piccola sia, importa che quando è chiusa significa che è passato.

Tutto quello che continua a succedere.

Tipo una sposa nel giorno prima delle nozze.
Solo che io non mi sposo. Io che per anni ho aspettato questo momento adesso non so mica se sono capace eh. Ma spesso non credevo di essere in grado. Anche in Matematica facevo schifo. Non ne avevo voglia, e almeno non disturbavo. Poi c’era da prendere sei sennó il debito e madreh che girava gli occhi come Linda Blair. Allora mi mettevo lì e tra una che mi faceva copiare e io che affrontavo la mia parte calcolatrice il sei ci scappava. Quindi, anche questa volta, soprattutto questa volta, un po’da chi mi vuole bene e soprattutto da me stessa io, ce la voglio fare.
Consideri che infondo non è così grave essere poi in attesa di una parte di corpo nuova. Non é così grave davvero c’è chi sta peggio. Grazie al cazzo.
C’é anche chi sta meglio. C’è anche chi non ha mai avuto niente. C’è anche chi non ti capisce e ti dice checosasarámai.
Sono emozionata.
Ci sono fino al collo.
Ma finalmente è finita.